


Gesù ci dà in comunione sua madre dalla Croce:” Ecco la tua madre.” (Gv 19,27). Il suo cuore immacolato unito con il cuore di Gesù viene espanso a tutti i membri del corpo mistico di Cristo. Lei c’insegna, nella santificazione e nel sacrificio, a diventare veri figli di Dio.
Maria c’insegna ad amare divinamente, questo significa donarsi totalmente.
Attraverso il suo cuore immacolato entriamo nel cuore traforato di Gesù.
Nella nostra vita spesso proviamo dolore e pene. Maria ci dice che queste sofferenze se accettate e offerte con amore a Dio possono diventare le sorgenti dell’amore e della gioia. “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici“. (Gv 15,13)
Maria, madre dei dolori ci trae dalla tristezza del cuore, ci guida al pentimento e ci invita cercar rifugio nella confessione.

Maria è preghiera. Dobbiamo approfittare di tutti i mezzi, per unirci e compiere tutto nel cuore doloroso e immacolato di Maria. La preghiera interiore rimane sempre il punto di riferimento per la nostra vita spirituale. Vogliamo però arricchirla con quello che la chiesa e Maria ci chiedono: il digiuno, il rosario, l’eucaristia frequente, il sacramento della riconciliazione una volta al mese, la lettura della parola di Dio ogni giorno, la consacrazione al cuore di Gesù e Maria, la consacrazione dei giorni attraverso le benedizioni che riceviamo da Dio.
Maria ci esorta a vivere tutto questo, secondo le nostre possibilità, per diventare sempre più bambini della luce e della bellezza. La cosa più importante è la decisione personale e sincera, di darsi a Dio attraverso Maria. Maria è il cammino più facile e più sicuro verso Dio. (VD 152-168)
Maria ci propone 5 “armi”:
- la preghiera: “Non vi rendete conto del valore della preghiera.”
- Il digiuno: “V’invito a digiunare con il cuore.”
- L’Eucaristia: “La santa messa deve essere nella vostra vita.”
- Confessione e riconciliazione: “Fate pace con Dio e tra voi. Credete, pregate, digiunate e andate alla confessione.“
- La lettura della Parola di Dio: “non di solo pane vive l’uomo”
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